mercoledì 26 ottobre 2011

L'epoca del grottesco.

Gran Premio di Sepang: ennesima caduta di Marco Simoncelli, ma ha promesso che è l'ultima...

Non sto a ribattere sul cattivo gusto di una persona insensibile.
Non sto a ribattere sul fatto che alle volte non riusciamo a prendere seriamente le cose.
Nonciclopedia è l'antitesi di Wikipedia, famosissima enciclopedia online che raccoglie i dati di tutto il mondo. Nonciclopedia diciamo che li rielabora a modo suo.
Chiunque va su Nonciclopedia sa che quello che troverà potrebbe anche non piacerli. Si parla di un sarcasmo cinico, che tratta male tutto e tutti, irriverente sui cantanti, sui papi, sui libri, sui film, sulle canzoni, sugli attori, sulle cose e sugli eventi, storici, calcistici e così via.
Se entri su Nonciclopedia ti verrà sbattuto in faccia l'italiano medio messo a nudo e crudo, senza censure, senza patemi.
Nessuno si indigna se si dicono le cose per ridere estremizzando la realtà su Nonciclopedia. Chi lo fa deve solo chiudere il sito con la crocetta in alto a destra e pace. Questa è la libertà di espressione.
Quello di cui voglio parlare -marcando il fatto che non mi piacciano le battute sulla morte e ho trovato quella del Super Sic fuori luogo e inappropriata- io vado spesso su Nonciclopedia. E sulla parte del sito chiamata NonNotizie ho riso di gusto.
Chiunque va lì e digita le parole chiave Sarah Scazzi, Yara Gambirasio, Melania Rea avrà un quadro grottesco di quello che sono diventati i nostri mezzi di comunicazione. Da quando ognuno di questo fatti è accaduto, quasi tutti i telegiornali, programmi di approfondimento, talk show dove la prima gieffina rincoglionita e il più grande tronista montato dicono la loro, hanno preso il caso sotto la loro ala protettiva e lo hanno sviscerato fino allo sfinimento, facendo diventare star gli assassini stessi, mettendo sotto la stessa luce aguzzini e vittime.
Dopo un anno, infatti, se andiamo ad Avetrana, noteremo che Michele Misseri è una sorta di divo, che va in giro sorridente, cambiando costantemente versione, rinnegando quello che ha detto solo due giorni prima, proclamandosi innocente o colpevole a seconda dell'umore di quel giorno.
Dopo quasi un anno dalla sua scomparsa, Studio Aperto fa ancora servizi strappalacrime su Yara Gambirasio, pieni di retorica e di cattivo gusto.
Dopo pochi mesi dalla sua atroce morte, tutti continuano a cercare oggetti, luoghi in cui sono stati comprati, se è stato o no il marito ad ucciderla e che cosa ricorderà la bambina di appena due anni di quel terribile momento.
Dall'Arena di Massimo Gilletti, a Pomeriggio Cinque di Barbara D'Urso, a La Vita in Diretta con Mara Venier, da Quarto Grando, a Domenica Cinque passando in rassegna tutti i telegiornali nzionali o no, la fine atroce di tre ragazze giovanissime è stuprata all'inverosimile.
Perché dico questo? Ci siamo indignati su di una battuta. Benissimo. È giusto che lo si faccia. Era una battuta orribile e andava tolta. Ma come mai non ci indigniamo su questo?
Come mai non accettiamo un po' di umorismo nero, ma riusciamo a passare sopra il voyeurismo nero, che tiene incollata mezza Italia riguardo il fatto di una povera quattordicenne, uccisa da chi lei amava, da persone di cui si fidava, rendendolo non più un fatto di semplice cronaca nera, bensì una soap opera a puntate con rivelazioni shock, lettere scritte tra persone che abitano cento metri l'una dall'altra e turismo dell'orrore, ovvero le centinaia di persone che sono andata e vedere dove fosse morta la giovane e dove fosse seppellita. Non per dolore, badiamo bene. Solo per pura curiosità.
E lo stesso è successo anche alle altre due.
Perché sto facendo questo giro? Cosa c'entra questo con la morte di Marco Simoncelli?
Semplice. Appena morto, il Sic, è entrato in questo circolo vizioso. In alcune trasmissioni la scena della morte è stata mandata mille volte in diretta, promettendo che quella sarebbe stata l'ultima volta che l'avremo vista, salvo poi rimetterla ancora e ancora e ancora. Abbinandola a qualche immagine del Sic che sorrideva, che parlava, che scherzava. O all'immagine di Valentino Rossi che piange disperato, facendo illazioni e rendendole dichiarazioni ufficiali dello stesso su di un suo possibile ritiro.
La domanda è questa: e questa carovana di immagine, finta retorica, l'ennesimo atto di voyeurismo estremo e nero che ci tiene incollati ad una tv per cercare un po' di dolore in più.
In tutto questo, Vasco, avevi da dire la tua vero? Invece di scrivere canzoni, forse ti sei reso conto che non si più bravo come un tempo, ti metti a sparlare di un tuo collega -questo lo chiami buongusto per caso? a me non sembra- dicendo che è solo un bicchiere di talento in mezzo ad un mare di presunzione, entri ed esci da un ospedale dicendo di essere malato, salvo poi far smentire tutto dal portavoce, dal manager, dal portiere del tuo palazzo. E poi, quando non sai cosa fare, ti metti su internet a cantare Alba Chiara ed il video lo mandano su Rai Uno, al TG delle 20, dove la notizia della tua salute è molto più importante del fatto che in alcune zone dell'Africa non c'è più acqua perché non piove da un anno. Evviva la direzione di Minzolini.
Questo è di buongusto, vero Vasco?
E quando non hai nulla da fare... Toh! Scopri Nonciclopedia.
Ed è subito guerra.
Non ripeto quello che ho già scritto in alto. È anche ricordato che chi non ha senso dell'umorismo non deve leggere Nonciclopedia, ma a quanto pare, Vasco si è dimenticato di questo e ha querelato il sito satirico perché si è imbufalito. Il motivo di tanta rabbia? Ha trovato la pagina di Nonciclopedia che lo riguardava. Di nuovo la notizia su tutti i giornali e telegiornali -eccheppalle- e di nuovo messo da parte qualche fatto importante come che i nostri figli vanno o andranno a scuola in edifici non a norma o fatiscenti, dove nel migliore dei casi ci piove solo dentro, nel peggiore muoiono schiacciati da un tetto che gli crolla addosso.
E di questo, Vasco, non ti indigni?
Beh! Questa è pubblicità gratuita. Certo che non fa indignare.
Nel frattempo è morto Steve Jobs, genio moderno che ha consigliato a tutti noi giovani di essere affamati. Un uomo che ha cambiato il mondo e lo ha fatto tenere a tutti in tasca.
Tutti shoccati in Italia, abbiamo parlato del grande inventore, il pirata visionario, che amava sperimentare. Dopo poco, però, il funerale è stato fatto e ci siamo dimenticati di lui.
Naturale! È morto quasi subito Gheddafi.
Vasco??? Non è stato cattivo gusto quello di far vedere all'ora di pranzo le scene dell'imminente esecuzione di un uomo inerme? Non è stato grottesco mettere in prima serata le immagini di un corpo straziato, con i dettagli di fori di entrata e di uscita nel cranio dell'ex rais? Quello va bene, per caso? Nel nome dell'informazione dobbiamo calarci le braghe e accettare che i nostri bambini vedano queste cose?
Poi arriva la morte di Marco Simoncelli, la battuta che dovevano evitare quelli di Nonciclopedia e subito Vasco grida vendetta.
…………
Oggi Marco ci lascerà davvero. Oggi verranno fatti i funerali.
Ammettiamo però una cosa. Ci commuoviamo, siamo shoccati dalla morte di un ragazzo di 24 anni che, come ha anche ricordato la sua ragazza, amava il rischio e lo metteva in conto ad ogni gara quello che poteva succedere, poi, una volta celebrati i funerali, una volta raffreddato bene il corpo, tutti si dimenticheranno di lui. Almeno quelli che non lo hanno amato davvero.
E forse lui da lassù ride di tutto questo affetto e scuote il testone bonariamente. Avrà riso come un pazzo quando Valentina Vezzali, con la voce da gattino ferito lo ha ricordato nell'unica volta in cui si sono conosciuti, piazzando un pianto finto sicuramente di buon gusto. Quelli che non lo conoscevano nemmeno che hanno cominciato a postare link su FB in memoria di un campione di cui non conoscevano nemmeno il nome fino a qualche mese fa. Trasmissioni piene di immagini e di parole melense e retoriche.
Sic? Che ne pensi?
Non ce lo potrai mai dire. E questo mi fa arrabbiare. Perché c'è chi ti ricorderà per il fatto che quando ti intervistavano qualche volta hai detto una parolaccia -come me che ricordo ancora quando ti hanno intervistato a Rai Due e ti sei messo a ridere dopo averne detta una-, c'è chi ti ricorderà con un sorriso.
Qualcun altro, invece, dopo un mese o due ammetterà che non gli piacevi nemmeno e che tu non ci sia più non gli interessa. Perché a non tutti si può piacere.
Ma di questo nessuno si indignerà. Ç'est la vie.
A me indegna questo. Il circo mediatico italiano, Sic. Mi indigna che la gente faccia la pecora dietro qualcuno gridando orrore, quando poi nemmeno lo avrebbe saputo. Mi indigna che ora tu abbia il tuo riflettore puntato addosso e che forse, tra un mese, nessuno ne parlerà più. Mi indignano le frasi fatte e quelle che vogliono strappare un sorriso ma mi mettono tristezza e mi fanno anche un po' schifo. E mi indigna che si cerchi di ottenere un intervista dalla tua morosa, come la chiamavi tu, Kate, che è distrutta dal dolore.
Mi indigna che, come diceva Paolo Rossi in 'Niente Paura' gli italiani si indignano, si commuovono, poi spengono la tv e vanno a dormire.
Ecco cosa mi fa davvero schifo, Sic.
Ma tu non ti preoccupare. Tu rimarrai comunque semplicemente così. Un campione.
Fai buon viaggio. E poi riposa se vuoi.

Addio campione.
Marco Simoncelli. Super Sic.
20 Gennaio 1987- 23 Ottobre 2011.


giovedì 6 ottobre 2011

Il pirata visionario è salpato verso una nuova avventura

Il nostro tempo è limitato, per cui non lo dobbiamo sprecare vivendo la vita di qualcun altro. Non facciamoci intrappolare dai dogmi, che vuol dire vivere seguendo i risultati del pensiero di altre persone. Non lasciamo che il rumore delle opinioni altrui offuschi la nostra voce interiore. E, cosa più importante di tutte, dobbiamo avere il coraggio di seguire il nostro cuore e la nostra intuizione. In qualche modo, essi sanno che cosa vogliamo realmente diventare. Tutto il resto è secondario.

Perché sono sempre i folli che credono di cambiare il mondo quelli che riescono a farlo per davvero.
Oggi è morto per davvero un visionario, un uomo che non ha avuto paura di cominciare dall'inizio. Un uomo che non si è piegato davanti alla vita, che ha studiato quello che gli è sembrato più utile. E con quello e il suo genio ha rivoluzionato il mondo. Un uomo che ci ha dato la possibilità di scegliere il meglio e di non accontentarci ['Sfortunatamente, la gente non si sta ribellando contro Microsoft. Non conoscono niente di meglio'] e di chiudere il mondo tutto in una mano.
Non ci sono altre parole. Credo che la frase di sopra spieghi quello che deve.
Oggi è morto un visionario, un genio. Un uomo che solo la malattia è riuscito a piegare.
Un uomo che preferiva essere un pirata che andare in Marina.
Un uomo che ha cambiato il modo di concepire le cose. Che ha creato tendenza e che invitandoci a dare un morso ad una mela ha creato un impero.

L'unico modo di fare un ottimo lavoro è amare quello che fai. Se non hai ancora trovato ciò che fa per te, continua a cercare, non fermarti, come capita per le faccende di cuore, saprai di averlo trovato non appena ce l'avrai davanti. E, come le grandi storie d'amore, diventerà sempre meglio col passare degli anni. Quindi continua a cercare finché non lo troverai. Non accontentarti. Sii affamato. Sii folle.

STEVE JOBS 1955-2011

lunedì 3 ottobre 2011

Credo che sia meglio presentarsi anche se ho già pubblicato tre post

Il mio nickname è Niniel82. Un po' ovunque mi segno così.
Ho ventinove anni e vivo in Sardegna. Con la precisione a Sassari, città di due Presidenti della Repubblica -Segni e Cossiga-, di Berlinguer. Nel nostro Liceo Classico, oltre i tre personaggi sopracitati, hanno studiato Palmiro Togliatti, Gavino Ledda ed Enrica Bonaccorti che, ricordando un amore lasciato qua, ha scritto il testo de 'La lontananza'... Ah! Questa è anche la città della Canalis.
Non voglio scrivere molto su di me. Non perchè non ci sia da scrivere molto. credo che lo farò per bene blog per blog.
Spero di non annoiarvi. E di aiutarvi a far conoscere un po' di me attraverso quello che scrivo, facendovi ridere, pensare, commuovere e indignare.
A presto...

Tutto diverso da come immaginavo

Non se vi è mai capitato di pensare alla vostra infanzia.
A me capita spesso, specialmente negli ultimi anni. Ci sono delle cose che mi riportano indietro nel tempo e mi fanno sorridere.
Da poco mi sono trovata a parlare con mia madre del mio primo fidanzatino, Roberto, un bambino che aveva all'incirca la mia età e che abitava di fronte alla casa in cui abitavo quando ero piccola. Divertita ho scoperto che sapevo davvero farci con gli uomini quando avevo quattro anni e che sapevo tenere a bada il poveretto minacciandolo di lasciarlo per sempre con Holly o con Abel.
Il primo saprete è il protagonista di un cartone animato ancora studiato dagli scienziati e persino da Roberto Giacobbo in una delle sue puntate di Voyager: Holly e Benji.
Quando ero piccola piccola ho un ricordo sfocato di me che guardavo i cartoni e piangevo quando qualcuno faceva male ad Holly. Non so quanto sia durato questo amore, ma ho un ricordo netto di quando ero alle elementari e ridavano -super tagliuzzato- Georgie. Sì! Proprio lei! Georgie che corre felice sul prato. Tutti la ricordiamo per questo, per il fatto che i suoi fratelli non erano suoi fratelli e si innamoravano di lei e per il koala cretino ed handicappato che non sapeva scalare gli alberi.
Georgie, mi sono resa conto, è la mia infanzia. Più di Kiss me Licia, più di Holly e Benji. Forse, la mia passione nel creare storie è nata nel momento in cui ho cominciato a seguire e capire questa storia talmente complicata, che sto riscoprendo anche oggi, riguardando su You Tube i vecchi episodi di questo anime meraviglioso.
Georgie è una storia d'amore, prima che un cartone animato. È l'amore per la famiglia, per il proprio padre e la propria madre; l'amore per i propri fratelli. L'amore per la propria terra; per le cose semplici; è l'amore tormentato di due ragazzi che vedono una ragazza bellissima crescere con loro e al quale non possono dire i propri sentimenti per non sconvolgere il delicato equilibrio famigliare. L'amore di una madre per i propri figli e la paura di vederli divisi per amore.
L'amore di una ragazza che scopre con un bacio di desiderare tanto qualcuno.
Ricordo con tenerezza che quando ero una bambina mi incantavo guardando Georgie alla televisione. Ne capivo davvero poco, ma credo che una cosa l'avessi capita: amavo Abel e un po' anche Arthur. Per me erano bellissimi. Soprattutto Abel, bello e dannato, passionale al punto di essere egoista per la sua Georgie.
Ecco perché ho cominciato ad inventare storie. Vi spiego: quando ero piccola e guardavo Georgie mi sedevo per terra con i miei cugini più piccoli e mio fratello e io inventavo una storia in cui Abel era il mio fidanzato, ma anche Arthur era innamorato di me. E Georgie, che era una stupida, si teneva Lowell rendendosi conto troppo tardi -quando ormai Abel e Arthur erano innamorati di me ^__^- che aveva sempre avuto due bellissimi ragazzi vicino. E io, nel massimo della perversione, mi sposavo con Abel e tenevo anche Arthur a casa che avrebbe fatto il mio fidanzato.
………  Quasi me ne vergogno sapete???
Comunque… Da piccola non capivo appieno il cartone animato. Non capivo che Jessica era sicuramente una prostituta. Che Arthur si spogliava per scaldare Georgie e che la cosa non era propriamente normale ma un pelo equivoca, nonostante fosse molto dolce. Che Abel era un po' ossessivo e che non era quello che poi avrei cercato in un uomo in un futuro non molto lontano.
Solo uno, uno aveva sempre suscitato in me i giusti sentimenti: Lowell J. Gray (ottimo direi!), l'essere più insulso, più scemo, più inutile che sia mai stato creato da una mangaka. Talmente insulso che anche oggi, che mi faccio qualche domanda sul fatto che due bambini si innamorino della bambina con cui sono cresciuti, mi chiedo come Georgie una volta scoperto che né Abel e né Arthur erano i suoi veri fratelli, abbia continuato a volere quel tisico inutile.
Crescendo, sentimenti avversi su Lowell a parte, ho capito molte cose che non avevo capito: il padre di Georgie sostanzialmente era un coglione. Non puoi parlarmi di aiuto di Dio, di Divina Provvidenza che ti ha dato Georgie in casa tua, con due bambini che hanno già le crisi ormonali vedendola a cinque anni e con un tozzo di pane che già dividevate in quattro e che ora dovete dividere in cinque. Come direbbero a Napoli vi puzzate di fame e tu porti non un cucciolo di cane o di gatto a casa. No! Una bambina figlia di un galeotto, badando bene di ricordare a tuoi figli che hanno tre e quattro anni e che non capiscono un cazzo, che quella bambina NON è la loro sorella, ma la devono considerare tale. Caro signor buonanima Buttman…  Capisco le buone intenzioni, ma tuo figli hanno un anno di differenza circa. Non hanno mai visto una donna incinta… Lo dicevano a me nel 1986 che i bambini si compravano, tu che hai trovato quella bambina nel bosco nel 1850 circa, che cavolo ti metti a dire ai bambini che non è loro sorella??? Potevi dire che tu e tua moglie volevate una sorellina e l'avete trovata nella foresta e che eri uscito per questo. No! Troppo facile. Porta una bambina in casa sapendo che la moglie odia, che i figli  la guardano con occhi famelici già da quando era in fasce e che combina più danni dei bulldozer nella Foresta Amazzonica. L'unica cosa che sembra accomunarli e il trovare casi umani nella tundra. Infatti Georgie trova l'unico esemplare di koala che non sa arrampicarsi. E cosa fa la nostra Georgie? Ma è naturale! Lo porta a casa e gli prende LEI da mangiare le foglie di eucalipto. Handicappiamo una bestia nata libera. Su! E freghiamocene della mamma che aveva un presentimento e non lo voleva in casa! Teniamo il koala e chiamiamolo Lup. E vedrai che impedito com'è non solo attenterà più volte alla vita della padroncina, ma farà morire il signor Buttman, peggiorando i sentimenti della signora Mary grande stronza Buttman verso la figlia putativa.
Una cosa che capisco inoltre è che Georgie è un caso umano. Mi faccio domande io che sono figlia di mio padre e di mia madre, che si sono sposati perché mia madre è rimasta incinta di me!!!!, e mi trovo con i capelli biondo scuro e ricci in una famiglia di gente con capelli scuri e lisci… Cara mia Georgie, come mai non ti sei mai fatta domande guardandoti intorno. Sono tutti mori, con gli occhi azzurri. Tu sei biondo miele con gli occhi verdi. Che ci sia qualche cosa che non va??? Non te lo chiedi perché tutti notano questa differenza tranne te?? Hai bisogno che Fabri Fibra ci faccia sopra un rap.
La mamma di Georgie, o la mammastra non trattandosi di matrigna, la tratta uno schifo. Più e più volte sono i figli che la bloccano quando stava per dire tutta la verità. Alla fine, dopo quindici anni, nel momento in cui Arthur abbassa la guardia e le lascia da sole, lei spiffera tutta la verità a Georgie, infischiandosene della psicoanalisi e del fatto che poteva causare un trauma non indifferente alla povera ragazza che, di botto, scopre di essere figlia di un galeotto.
Come ho già detto ci sono molte cose che ho scoperto crescendo, ma anche con l'avvento di internet. Ebbene sì! Prima di un paio di anni fa non conoscevo nulla del manga. Il manga di Lady Georgie è quello che ha dato lo spunto per la serie anime. L'anime segue la storia del manga almeno fino ad un pezzo, poi, nel anime o cartone animato che dir si voglia, la storia viene resa un po' più delicata, un po' più soft. E dagli torto. Come ho già detto ho aspettato di diventar grande e di leggere, quindi, il manga per internet per capire qualche cosa.
Georgie va via dall'Australia per trovare emo-tisico Lowell e scopre dal dottor Skiffens -nome di merda- che suo padre è vivo e sta a Londra. Tutto questo, naturalmente, prima che l'uomo venga avvelenato per sbaglio e si scopra che Georgie, che si era imbarcata fingendosi Joe Buttman, altro non è che una ragazza.
Sulla nave, oltre che essere denudata per sbaglio davanti ad un gruppo di marinai arrapati, che cambiano idea quando vedono un paio di tette -prima la volevano buttare in mare perché era uno dei sospetti dell'omicidio del dottor nome di merda NdA- incontra anche un ragazzina ninfomane di nove anni, che si innamora di Joe Buttman già in Australia e che sulla nave fa di tutto per rimanere da sola con lui -precoce per essere dell'800!!!- e che si chiama Caterine.
Caterine, una volta che Georgie viene scagionata, la prende sotto la sua ala protettrice e la porta a casa, dove l'agghindano ben bene per farle vedere, il giorno dopo Lowell.
Nel frattempo, Lowell è tornato in Inghilterra anche lui. È malato di TBC e credo che sia anche l'unico essere che può vantare l'anomalia di non essere soggetto a morte certa a causa della sua malattia nel 1863. Volete ricordare per caso la povera Lady Oscar che sapeva di essere malata di tisi e ha cominciato a farsi dipingere da tutti per lasciare qualche ricordo del suo passaggio e facendo venire qualche sospetto solo ad Andrè???
In ogni caso... Georgie va da Lowell. È bellissima, ma non la fanno entrare -motivo sconosciuto NdA- e lei cosa fa? Con l'abito lungo si mette a scavalcare il muro, la seguono i cani e finisce mezza nuda davanti al suo uomo amato che fresco di doccia, con la febbre e tutto, esce in accappatoio e trova Georgie semi nuda. Felice l'abbraccia e in una scena che in Italia non si è vista perché vittima del MOIGE, si eccita mettendo così in imbarazzo la nostra virginea protagonista.
Ma Che La Tisi Sia Con Te non si scoraggia e una volta a casa, prima che lei le raccontasse tutti i casini passati prima di arrivare a lui, le zompa addosso e la fa piangere perché prova ad avere un rapporto sessuale con lei. Bravo Lowell! Lo sai che Abel per evitare queste cose, prendeva la strada per il ruscello e di corsa ci si buttava dentro? Una corsa al Tamigi no, eh?
Ma non è questo che mi ha scioccato. Nell'anime Arthur viene preso prigioniero dal duca -o conte, boh!- di Dangering e viene fatto passare per figlio adottivo del tale, con il nome di Cain -devo dire una bella raffinatezza della mangaka Yumiko Igarashi che ha chiamato Arthur Cain, Caino e Abele, Cain e Abel. Genio di uno caneeee!- e che si è fidanzato con una certa Maria. Niente di più falso. Il povero Arthur/Cain è vittima dei giochetti erotici di Inwin, figlio del conte, pervertito e sadico che tortura e stupra il dolce e attento ai sentimenti altrui Arthur Buttman.
Cara Yumiko Igarashi. So che sei giapponese e che voi avete una visone del mondo completamente diversa dalla nostra... Ma su! Ti sembra normale che il ragazzo che crescendo tutte vorrebbero sposare, quello buono e comprensivo che non si arrabbia mai, che mette prima la donna che ama di se stesso, che ti salva da un fiume in piena e si spoglia per scaldarti con il calore del suo corpo per salvarti dal congelamento, che sa che ami un altro ma si butta nell'oceano per seguire a nuoto la tua barca solo per dirti di essere innamorato di te... Praticamente... Un bonazzo con i capelli scuri e gli occhi azzurri -come direbbe mia zia bellezza rara- venga violentato da uno scialbo sadico con i capelli lilla che lo divide all'apparenza con una ragazzina di undici anni???
In tutto questo, quello che nell'anime è velatamente accennato, nel manga è chiaro come il sole. Quindi, il povero Arthur, partito per riportare tutti a casa, non solo ha la sfiga immensa di rischiare la vita per una cazzo di cassa d'oro, ma se la ritrova piantata nel didietro non solo metaforicamente, ma anche fisicamente dal suo stesso aguzzino. Della serie... Hai visto che la mamma ha sempre ragione, Arthur?
Ma lasciamo per un attimo Arthur drogato e violentato del manga -pora stella... =( Più Arthur per tutte!!!- al bello e aitante Abel del manga che, come nell'anime, insegna ad un pappagallo -Deegery Doo- il nome Georgie per poterla trovare e Londra. Abel infatti pensava che se un pappagallo avesse costantemente chiamato il nome Georgie, alla fine qualcuno si sarebbe voltato. Se lo dice lui. Comunque, Georgie la trova davvero. E grazie al pappagallo che lancia bestemmie -quando si conoscono il pappagallo imprecava- ma lei, dopo un abbraccio tutto lacrime e sospiri e ricordi dell'Australia, finisce per dire ad Abel che lei sta in Inghilterra perché deve sposare Lowell.
NUUUU! Abel risentitissimo, quando Lowell gli chiede la benedizione risponde qualche cosa tipo:“Vuoi la mia benedizione? Le mie condoglianze, vorrai dire!” >_< MITTTICCCOOOO!!!
Ma dopo di questo, dopo mille bagni nello stagnetto vicino casa, dopo aver rischiato la sifilide facendo sesso con Jessica e il coma etilico quando Georgie stendeva le mutandine, Abel -l'uomo di cui ero innamorata quando ero una bambina [citazione necessaria]- si oppone al matrimonio ma permette che i due scappino via. Della serie: gli sei stato attaccato al culo quindici anni, l'hai trovata in Culonia ammaestrando un pappagallo a dire il suo nome facendogli dimenticare i bestemmioni che diceva quando lo hai conosciuto, arrivi in Inghilterra, lei ti dice che vuole sposare un altro e tu la lasci da sola. MA SEI SCEMO????
Georgie e Lowell, pur di coronare il loro amore, scappano da Londra. Lowell rinuncia al suo ceto, ai suoi soldi e manda a lavorare Georgie per poter mangiare. Lo sfaticato, mantenuto mentecatto è malato di tisi e non può lavorare. Da precisare LUI SAPEVA DA PRIMA DI SCAPPARE DI ESSERE MALATO. Quindi ogni qualvolta si lamentava perché non avevano da mangiare le cose che gli piacevano, non solo dimostrava di essere un damerino stronzetto e viziato, ma anche ipocrita, dal momento che sapeva benissimo di essere malato e di non poter lavorare, prima di proporre alla povera Georgie di scappare con lui.
Disperata dalla fame e dalla malattia del suo amato -che penso tanto amato non sia più- Georgie lascia Lowell malatissimo davanti alla casa di Elisa, promessa del tisico prima che Georgie entrasse in scena e scappa via. Per caso incontra Abel che la prende con se e le dice che ha scoperto che Arthur è a Londra -Georgie lo ha visto già, ma lo conosceva come Cain. Un fulmine 'sta ragazza non c'è che dire. Mi presentano mio fratello, stesso viso, fisico, VOCE  dandogli un altro nome E IO DICO SOLO DI ESSERE CONVINTA CHE SOMIGLI A MIO FRATELLO!!! E per forza non ti sei accorta che quelli non erano i tuoi genitori, piccola ameba bionda. Hai due neuroni che cercano di uccidersi tra di loro, mi sembra normale che il tuo cervello impegnato a pensare a Lowell e al tuo sconosciuto papà non possa pensare ad altro... IDIOTA!- ed è prigioniero del duca di Dangering, schiavo nel corpo e nell'anima.
I due decidono di salvarlo.
Fino ad un paio di anni fa, io credevo che salvavano Arthur dopo che Georgie aveva trovato il padre e tornavano in Inghilterra dopo che il duca di Dangering finiva in carcere e Georgie viene presentata in società come la contessina Georgie Gerald -durante il ricevimento incontra Lowell ma memore di quello che lui aveva fatto quando stavano assieme, lo rimbalza dicendogli che la deve smettere di bere e che lei lo ha lasciato solo perché era troppo malato (lui prova a riallacciare i rapporti prima del rimbalzo!)- e torna in Inghilterra con Abel e Arthur. Finale aperto che lascia spazio all'immaginazione: Georgie torna dall'Inghilterra con due uomini che la amano da sempre e sa che non sono suoi fratelli. Della serie 'n do coio, coio sempre bene. Che scelga Abel o Arthur o tutti e due gli va di lusso, la fa lei la mantenuta, mica come Lowell.
Il manga invece è più definitivo.
Georgie ed Abel cercando di salvare Arthur e incontrano il conte Gerald. Carramba che sorpresa, Georgie ha di nuovo un padre.
Lui, il conte Gerald, che ha un po' sul groppo il duconte -non  me lo ricordo se era duca o conte- Dangering perché lo ha fatto esiliare, gli ha fatto morire la moglie e ha reso la figlia una villica che ha conosciuto la sua esistenza per puro caso, vuole aiutare Abel e Georgie a liberare Arthur e con Abel attua un piano geniale. Essendo Abel e Arthur identici, Abel prenderà il posto di Arthur nella prigione e Georgie, il padre di Georgie e Arthur scapperanno in Inghilterra. MA COME HANNO FATTO A NON PENSARCI PRIMA!!!! UN PIANO GENIALE DAVVERO. A parte il piccolo dettaglio di Abel che finirà sodomizzato da Inwin al posto di Arthur... Ma si sa! Sono fratelli... Condividono tutto da sempre.
Il piano va alla grande. Arthur viene liberato, ma nella foga, gli uomini di Dangering quando scoprono che Arthur non è Arthur, hanno una colluttazione con il finto prigioniero nel quale Inwin cade per mano di Abel che seduta stante viene condannato a morte per omicidio -visto il grande piano???- . Arthur, in preda alle crisi isteriche per via della droga e della violenza subita si lancia fuori dalla carrozza in corsa e si butta nel Tamigi. Non lo troveranno più.
Georgie in tutto questo è disperata. Ama Arthur come un fratello e soffre tantissimo per la sua perdita, ma la tragedia si compie quando scopre, durante l'attuazione dell'INFALLIBILE piano, di essere innamorata di Abel.
Disperata, quando ormai sa che non ha tempo, decide di concedersi a lui. Fanno l'amore nella cella dove Abel è rinchiuso e lei rimane incinta. MANDRILLONE sto Abel!
La Divina Provvidenza -tanto cara alla buonanima- si mette in mezzo. I loschi piani del duca di Dangering saltano fuori e con loro le violenze ad Arthur. Abel è salvo. Ma il duconte, prima di essere arrestato spara ad Abel che cade fulminato. Non prima di aver saputo da Georgie di star per diventare padre. -.-'' MINCHIA CHE SFIGA!!!
Georgie cade in depressione. Ha perso tutto, a parte suo padre. Non è più felice, fino a che un giorno bussa a casa sua Lowell, GUARITO -era l'unico che doveva morire di sicuro, invece ne ha sotterrati una decina- e dice a Georgie di reagire. O_o non capirò mai Yumiko Igarashi e l'amico che ha scritto la sceneggiatura.
Comunque, Georgie partorisce un maschio. Si chiama Abel jr ed è uguale al padre -giusto per far cadere in depressione la poveretta!-. Il nonno dipinge quadri di Abel per farlo conoscere al figlio che per un po' cresce in Inghilterra. Poi, ormai stanca di un posto che gli ha portato via tutto e che le  porta una iella cieca, Georgie decide di lasciare Londra per l'Australia. Lascia gli agi per tornare alla sua fattoria... O_O non capisco di nuovo!
Parte con una nave che Abel stava progettando prima di morire -questo lo fa anche nel cartone animato- e arriva in Australia. Anche lì una strage. La madre è morta. Lo zio Kevin è vecchio e rincoglionito, lei è ragazza madre... 'Na tragedia infinita.
Ma davanti alla sua fattoria succede qualche cosa di incredibile, Abel jr grida papà e scappa. Georgie lo segue. E vede Arthur.
Ebbene sì! Il paziente Arthur si è salvato dai flutti del Tamigi ed è andato, non si sa come, in Australia, dove lo zio Kevin lo ha curato -non ci è dato sapere come!!!- e ha preso in mano le redini della fattoria. Ed è diventato un figo della Madonna. Georgie piange lo abbraccia e... LO SPOSA.
Ebbene sì! Dopo averla presa in quel posto, Arthur vince! E la mette lui in quel posto ad Abel e Lowell. Si prende Georgie e il figlio del fratello da crescere, ma sono dettagli! Vuoi mettere la gioia di aver amato da sempre qualcuno e di scoprire che è tutta tua, senza più rivali???
Arthur sposa Georgie e insieme vivono nella fattoria dei Buttman.
Un finale di merda, ma crescendo, come ho detto, ho capito molte più cose. Primo che Abel è si un gran figo, che si è bello e dannato, ma di uomini come lui ne trovo a migliaia là fuori. E così di Lowell. Quelli che non esistono, purtroppo, come ho già detto sono gli Arthur.
E poi, dopo aver visto tutte quelle scene di sesso, sono arrivata alla conclusione che sì!, è vero alcuni manga sono fatti per  un pubblico solamente adulto e Georgie è uno di questi.
Quindi, tutto quello che io avevo capito, pensato... Lo devo cancellare. Non avevo capito una mazza sbrindellata.
E poi, onestamente, bello quanto vuoi il manga... Ma c'è un'immagine della sigla che per me è stata il simbolo di Georgie sin da quando ero una bimba: loro tre bambini, Georgie in mezzo che ride e Arthur con Abel che la tengono su felici.
Onestamente, sapere che Arthur lo violentano, Abel muore e Georgie rimane da sola con un figlio a piangersi addosso, mi mette tristezza. Molto meglio l'anime, dove l'unica cosa che si perde è Deegery Doo, il pappagallo bestemmiatore che vola via mentre Arthur, Abel e Georgie guardano l'oceano.
Perché potrà essere tagliuzzato dal MOIGE, sbranato dagli sceneggiatori televisivi giapponesi, ma una cosa che mi piaceva dei cartoni di quando ero piccola erano i lieti fine. E quello di Georgie, anche se inconcludente perché aperto è il mio finale preferito. E non mi mette la tristezza.
Che ci volete fare: sono sempre un cuore romantico.
Un bacio e alla prossima.

Seguendo la scia dei ricordi


Non so se vi è mai capitato.
Ci sono delle cose che ti segnano per la vita. Ce ne sono altre che rimangono per sempre nel tuo cuore.
Io, quattro anni fa, il 10 Marzo 2007 ho cominciato una vita completamente differente da quella che ho avuto qua nella mia piccola città di provincia: sono partita a Londra e tutto è entrato in una dimensione differente da quella che aveva qua. La vita a Londra è bella, è un mondo diverso dal nostro e tutto sembra più a portata di mano.
Ho cominciato a ragionare da Londoner e giuro, mi piaceva.
Il problema si è posto quando ho visto che le persone che mi stavano vicino non era contente di me e che quelle stesse persone mi hanno scaricata quando ne ho avuto bisogno per seguire i rispettivi compagni. Sono una persona oggettiva e ammetto che una parte di colpa ce l'ho anche io. Ma essere tradita da una persona che ti è stata vicina per dieci anni ti fa male.
Specialmente se quella stessa persona permette al suo ragazzo di farti pagare uno sproposito di affitto solo per stare meglio loro e poter fare il cavolo che volevano.
Ma non è di questo che voglio parlare.
Quando sono entrata nel mood londoner, ho dimenticato le piccole cose che mi piacevano della mia città.
Alle volte ti rendi conto che voi scappare. DA qualcosa, da qualcuno, dai tuoi ricordi più brutti. L'unica cosa che vuoi fare è andare via, lontano da tutto, da tutti. E ti rendi conto che la città che è stata la tua culla di vita è sempre stata una piccola perla.
Ci sono le passeggiata in piazza d'Italia completamente deserta il sabato notte, perchè tutta la gente comincia a rinchiudersi nei bar di via Roma, pieni di luci, odori, musica e colori. C'è il Palazzo di Provincia, che se che sovrasta Piazza d'Italia con il suo orologio alle volte rotto, o indietro di tre ore, alle volte puntuale meglio di un orologio svizzero. Quello stesso palazzo che copre quell'aria di piazza che noi sassaresi chiamiamo Provincia.
Quando sono tornata per un tempo lungo, quando ho deciso che se c'è un posto che chiamo casa è questo, che i miei fantasmi non si possono scacciare scappando, ho guardato la mia città con occhio diverso: io ero cambiata. Ed era cambiata anche lei.
Le strade erano piene di persone anziane, di mamme incinte, di coppie sposate.
Alcuni amici rimasti si erano fidanzati seriamente e magari erano ad un passo dalle nozze.
E tutto ciò che mi legava al mio passato era stato cancellato. Piazza Castello, il centro delle mie giornate assieme alle mie amiche, posto dove i giochi si tramutavano in risate che ti facevano quasi piangere e ti facevano venire il mal di pancia, Piazza Castello con le sue panchine e el aiuole tonde dove ci si sedeva se non c'era posto e dove io mi davo appuntamento con le mie due amiche, è cambiata radicalmente. Non c'erano più i posteggi dove mettere le moto e dove qualche incivile parcheggiava la macchina; non c'erano più le panchine e le aiuole tonde, ma solo una distesa di cemento che univa i due lati della strada rendendola un'unico blocco, con delle panchine abbozzate intorno agli alberi.
Il giardino segreto, quello con il busto del re era chiuso e non si poteva più vedere, perchè sotto quella piazza dove io ridevo e giocavo era stata sepolta una storia lung secoli, fatta di resti, cunicoli, reperti che raccontano di tempi che non esistono più.
Piazza d'Italia aveva rifatto il trucco: marmo rosa per il pavimento, una grande aiuola recintata al centro per mettere in risalto la statua del re Vittorio Emanuele II re d'Italai e costruttore di quella piazza.
L'emiciclo Garibaldi era stato rinnovato: parcheggi sotterranei e una piazza vera e propria, non più un marciapiedi striminzito nel quale camminare a fatica perchè era tutto dissestato.
E piazza Fiume... Tutti quei luoghi di raccolta e di ritrovo con gli amici prima di lasciare Sassari nel 2007 erano di nuovo davanti a me, ma cambiati, migliorati finalmente.
Sassari si stava facendo bella già quando stavo partendo, ma immaginavo che fosse qualche cosa di superficiale e non di così radicale.
Sono tornata, come ho detto, perchè devi vagare per capire che casa è quel posto da cui scappi- come dice Ivan Benassi in Radio Freccia- ed è, contemporaneamente, l'unico posto dove vuoi realmente stare.
E quando vedi che quel posto che chiami casa è cambiato, ti senti come un figlio che è stato lontano per tanto tempo dalla casa dei suoi genitori e la scopre differente, più bella, più accogliente e calda di come la ricordava: insomma, più casa e più familiare di prima.
Forse sarà il tempo lontana che mi ha resa più sentimentale, ma una cosa la sò. Guardando ogni singolo tratto della mia città, vedo che il mondo è cambiato, almeno quel piccol microcosmo che chiamo mondo e invece è solo Sassari.
sembra quasi che mi volesse dimostrare che io me ne stavo andando perchè ero stufa dei suoi posti simili, ma lei era capace di cambiare anche dopo tanto tempo. E quando sono tornata, con la paura di soffrire vedendo quei luoghi in cui ho passato la mia adolescenza, lei mi ha stupito e si è mostrata differente, quasi mi volesse dire:
"Ok! Tu hai le tue rughe. Io ho le mie. Tu hai le tue esperienze, io ne ho un vagone più grande e più carico. siamo cambiate tutte e due! quello che hai lasciato a Londra non c'è più. Ha lasciato la tua vita forse per sempre, ma non devi abbatterti. Rinnovati, cresci, anche se è difficile e non smettere di sogare, come facevi prima di partire. Perchè con quei sogni sei cresciuta e sei dviventata la donna che ora sei. Nel bene e nel male!"
Non sono sentimentalismi. Questo è un modo per capire che il passato è passato, che ciò che è fatto è fatto e nulla si può cambiare (Jack Shephard docet) e ciò che ci ha fatti soffrire ci può solo rendere più forti. Ogni cicatrice ci rende più belli: i chili in più testimonianza di quel bisogno d'affetto che cerchi disperatamente; il non riuscire a dire più la tua migliore amica, perchè sai che gli amici sono tutti uguali e che, soprattutto sono solo esseri umani e hanno quella vasta gamma di emozioni che contraddistungue ognuno di noi e ci rende unici e speciali, o l'ennesimo essere tra tanti; il mio non fidarmi di un uomo; la schiena che comincia a farmi male quando sto troppo chinata sul computer; la mia cervicale e i dolori della sinusite...
Tutto ciò mi rende bellissima, perchè ognuno di questi segni, di queste cicatrici del corpo o dell'anima, mi rende una persona che ha una parte nel suo mondo, che sa di essere un numero, ma lotta per non esserlo più.
Una persona che davanti alla pizzeria dove comprava la pizzetta al taglio, anni fa, con le sue amiche , si ritrova a sorridere, ricordando quando tutto era diverso, quando lei era diversa e non conosceva il mondo e le sue sfumature che vanno dal bianco al nero e racchiudono la più vasta gamma di colori nel mezzo.
E assaporando una semplice pizzetta con le patatine -senza l'aggiunta perchè ora si paga anche quella- seduta, guardando il Palazzo di Provincia, mi commuovo vedendo il tricolore proiettato sopra, pensando quando a capodanno mettevano la pista di pattinaggio e io cadevo miseramente mentre il mio ragazzo mi insegnava a pattinarci; quando nevicava e bisognava camminare tutti assieme a braccetto per non cadere, salvo poi cadere come le pedine del domino quando una metteva il piede in fallo; le scarpe dei ragazzi che volavano per la piazza mentre giocavano a calcio; le manifestazioni e il pogo in piazza quando c'era la giornata dell'Arte e si facevano i concerti; il primo bacio rubato; i balli sardi il giorno della Cavalcata. I miei genitori che incontravano gli amici e piazza talmente piena di gente che era facile perdersi. E nessuno ti rapiva allora, ma chi ti trovava ti riportava dai tuoi genitori sorridendo delle tue lacrime e cercando di tranquillizzarti.
Possibile che una sola pizzetta ti ricordi questo? Sì! credo di sì!
Nulla è bello come il ricordo sollevato da un sapore, da un profumo, da un rumore: sono mattoncini che compongono il muro della vita.
Un muro altissimo a seconda della durata della vita.
E che io, anche inquesto momento di statsi sto tirando su, giorno per giorno, con i sorrisi di mia nipote, lo scodinzolio del mio cane, le battutacce di mio fratello e la disapprovazione di mia cognata, le liti con mio padre e mia madre e i sorrisi quando tutto passa.
Questa è la vita. E ogni volta che sento il IO CREDO di Ivan Benassi, mi rendo conto di quanto sia grande...



"Anch'io credo. Credo nelle rovesciate di Bonimba, o nei rave di Kate Richard; credo al doppio suono del campanello del padrone di casa che vuole l'affitto ogni primo del mese; credo che ognuno di noi si meriterebbe di avere un padre e una madre che siano decenti con lui almeno finché non si sta in piedi; credo che un Inter come quella di Corso Mazzola Suarez non ci sarà mai più, ma non è detto che non ce ne saranno altre belle in maniera diversa; credo che non sia tutto qua però prima di credere in qualcos'altro bisogna fare i conti con quello che c'è qua, e allora mi sà che crederò prima o poi in qualche Dio; credo che se mai avrò una famiglia sarà dura tirare avanti con 300 mila al mese, però credo anche che se non leccherò culi come fa il mio caporeparto difficilmente cambieranno le cose; credo che c'è un buco grosso dentro, ma anche che il rock'n'roll, qualche amichetta, il calcio, qualche soddisfazione sul lavoro, le stronzate con gli amici..beh, ogni tanto questo buco me lo riempiono; credo che la voglia di scappare da un paese con 20 mila abitanti vuol dire che hai voglia di scappare da te stesso, e credo che da te non ci scappi nemmeno se sei Eddy Merckx. Credo che non è giusto giudicare la vita degli altri perchè comunque non puoi sapere proprio un cazzo della vita degli altri..."

Pensate ragazzi... Pensate...


Provo pena per chi dice cose senza senso.
Nel senso: io non sono un guru che sa tutto o pensa di sapere tutto. Sono una ragazza che con questi occhi ha visto il mondo cambiare, coscientemente e no. Ho visto cadere il muro di Berlino; ho visto gli attentati a Falcone e Borsellino; l'era stragista della mafia che se la prendeva con tutti, specialmente con gli innocenti; ho visto il processo di pace tra Palestina e Israele andarsi a frantumare con l'inizio della seconda -credo- Intifada; i bambini soldati in Africa e quelli che chiedono rifugio nei campi della Croce Rossa per non essere mandati a combattere anche loro; ho visto la fine della Russia comunista e il rapimento di Gorbaciov; la fine delle Guerra Fredda; la prima e la seconda Guerra del Golfo; le guerre che hanno consumato i Balcani per un decennio; il ritorno della paura nazista; la caduta delle Torri Gemelle; la Guerra in Afghanistan; gli attentati in Spagna nella stazione di Atocha e in Inghilterra nella metro e in un autobus; la strage dei bambini russi in una scuola di Beslan; l'attacco ai soldati italiani in Iraq; la Sars, la mucca pazza e la lingua blu; la morte di Giovanni Paolo II; l'elezione di Barack Obama; le lotte per la libertà dei ragazzi mussulmani.
Questo sono solo parte degli avvenimenti più importanti della storia moderna. Ce ne sono migliaia.
Dicono che i ragazzi di oggi non possono avere la stessa caparbietà degli alunni del '68 che hanno manifestato per la libertà sessuale e l'emancipazione, perchè non hanno vissuto le stesse tensioni politiche e storiche che hanno vissuto loro. Io non credo. Non sono andata a manifestare con le femministe o i gruppi studenteschi del '68 essendo del 1982, ma ho gridato e pianto contro la Guerra nel Golfo nel 2003. Non nel mio nome, ve lo ricordate?
Ho cominciato a vedere i ragazzi che mi stavano intorno, ammettere di essere di sinistra solo perchè era una moda che aveva cambiato il loro modo di vestire.
Non ho letto mai Siddartha perchè era una moda idiota che aveva preso tutti quella di leggerlo. Magari lo farò ora che non ne sento parlare ogni santo giorno.
Ho visto la società cambiare.
Non sono la detentrice del pensiero unico. Non tutti la devono pensare come me, ma ho notato che molte persone aprono la bocca e dicono solo cazzate: e non parlo dei politici, quelli con le loro promesse finte ne dicono giornalmente quando va male.
Come ho detto ho una nipote e visto le vacanze pasquali me la sono trovata a casa. Non meno di qualche ora fa le ho fatto vedere qualche video de Lo Zecchino d'Oro. Chi non conosce Lo Zecchino d'Oro? Cino Tortorella, Mariele Ventre, il Piccolo Coro dell'Antoniano. Mi divertivo guardando questi bambini che dondolando cantavano le loro canzoni. Poi finisco a leggere i commenti de Il Gatto Puzzolone, una canzone che ha vinto la manifestazione qualche anno fa.
Ed ecco che, come sempre, è arrivato il genio.
Un cretino, perchè altro non può essere, si è messo a scrivere che lo divertirebbe entrare negli studi e spaventare i bambini con qualche bella canzone heavy metal e cantare poi qualche cosa tipo : Un cazzo Buon Natale, prova ad andare a dirlo ai bambini dell'Uganda.
Bene piccolo becero che so che non leggerai mai questo post che ribatte quello che hai scritto in un commento al quale non posso rispondere perchè, a differenza tua, non mi è mai fregato iscrivermi a YOUTUBE e da tempo immemore ho abbandonato MSN e la sua casella di posta e, visto che non lo uso da altrettanto tempo, chiuderò perfino Facebook perchè lo trovo solo un modo per perdere tempo prezioso, devi imparare una cosa IMPORTANTE! questa ha un nome ed è composta da otto lettere: RISPETTO!!!
Sono davvero stufa di questi ragazzini che si straparlano, che hanno il telefonino e giocano su youtube, msn, facebook, twitter e balle varie e poi mi rompono le palle dicendo che una manifestazione canora per bambini è un modo per controllare la società di merda occidentale. Io credo che sia facile parlare quando si sta da questa parte e specialmente quando si cresce con il culo nel burro. Ho notato in maniera preoccupante che fa figo andare a sparlare di quello che è la nostra società, crearsi degli ideali e poi vederli subito schiacciati senza nemmeno saperlo. Sapete quanti NO GLOBAL esistono? Tantissimi! Sapete quanti sono realmente convinti di quello che fanno? Pochissimi. O per lo meno non si danno la zappa sui piedi subito dopo aver esposto le loro idee.
Io non sono no global eppure non uso il cellulare, uso internet solo per pubblicare i miei racconti e qualche post sconclusionato sul blog e per guardare dei video qualche volta su youtube, ma nemmeno sempre. Nonostante questo, prima di dire le stupidaggini che ha detto quel ragazzo mi fermo a pensare. Se io ho da mangiare è perchè PURTROPPO, la mia economia per il bene di pochi sacrifica intere nazioni. I bambini dell'Uganda -e non solo, ma anche quelli delle baraccopoli a Bombay, quelli delle guerre civili in Africa- muoiono di fame perchè soggetti come quei ragazzi occidentali che criticano il sistema occidentale possano comprarsi i cellulari ultimo modello, gli anfibi di marca e forse perfino le mutande, non lavandosi per protesta, ammorbandoci con quella che chiamano musica mentre martoriano povere chitarre in nome dei Led Zeppelin -che se li trovano gliele danno- e in nome degli Iron Maiden -idem come sopra-. Ah! Anche una chitarra costa l'occhio della testa e normalmente questi la comprano nuova e mai di seconda mano.
A sto punto... Perchè critichi? Cosa critichi? Il sistema che permette ai tuoi di mantenerti e che ti permette di stare a fare il cretino con il tuo 'gruppo' e magari iscriverti all'Università e non dare nessun esame finendo ad essere fuori corso al secondo anno a quarant'anni, se va bene?
Mi parli di religione e delle cacchiate che dice... Beh! Forse è l'uomo che ha reso i fondamentali della religione cose poco coerenti e che con l'andare del tempo tutti i discorsi millenari che hanno tenuto su la Chiesa e tutte le altre religioni stanno andando allo scatafascio, naturalmente dove la società ha avuto modo di pensare liberamente e dove non si cova e insegna il fondamentalismo.
Parlarmi di religione e poi bestemmiare mi fa ridere. Dimostra solo l'immaturità della persona che digita la bestemmia e il poco tatto che ha verso chi magari si può sentire ferito da questo, dato che il mondo è vario e non tutto passano su di una bestemmia scuotendo il capo sorridenti. Naturalmente va ricordato che non ci si deve indignare solo per una bestemmia ma anche per cose molto più gravi.
Parlarmi di Natale collegato alla religione mi fa ridere dal momento che lo festeggiano tutti il Natale, anche in Giappone che non è una società cattolica. Il Natale, caro becero, è una festa che per pochi ha matenuto i contenuti cristiani anzi è diventata una festa che bada solo a far spendere tutto quello che si è guadagnato per dei regali sostanzialmente inutili.
Perchè invece di parlare di insegnamenti su come non credere nella religione e nelle belle parole del Natale non insegni una cosa che a te di sicuro non è stata insegnata: il valore delle cose e il sapersele guadagnare.
Perchè ragazzi, questo è il problema! Sapete quanti ragazzi non hanno mai lavorato alla soglia dei trent'anni? Tanti! E sono normalmente quelli che cercando di dire che la società fa schifo, deridono chi porta uno stipendio a casa definendolo schiavo del potere. Che hanno come mito Homer Simpson -tutto il rispetto per Homer è solo una battuta- e che magari aspirano a cantare su di un palco e staccare la testa ad un pipistrello emulando Ozzy Osbourne e non facendo niente di diverso, perchè sono privi di idee.
Anche io voglio che miei figli non pensino che esista un uomo nero che li porterà via, o la mamma del vento li rapirà se fanno i capricci o peggio verranno le streghe per portarseli via da me. L'uomo nero è un'idea razzista per mettere paura ai bambini e renderli diffidenti verso quello che è diverso. E così il resto.
Essere un padre che bestemmia e che dice che non vuole che i figli si riempiano la testa di merda guardando Lo Zecchino d'Oro e ascoltando le canzoni di merda che scrivino e che vuole che sappiano che cosa sia la ginecologia quando sono bambini mi fa solo ridere.
Non dico che devi parlare di ovuli e spermatozoi. Si può parlare d'amore e di semi come hanno fatto con me che sapevo che i bambini non nascevano sotto i cavoli grazie ad una filastrocca del cacchio, come la chiamava il becero sopracitato.
Quello che voglio dire è che è semplice andare contro una società che si, non è bella, che per mandare avanti la propria economia ha messo sotto i popoli più poveri, che ha messo pace con le bombe e che dimentica in fretta le tragedie dopo la forte onda emotiva che colpisce tutti, alimentata da telegiornali e dai video dei cantanti famosi uniti per la situazione. Una società che non ti accetta se sei diverso se non sei una super top o un super figo, che prende per modelli i ragazzi e le ragazze di Uomini e Donne e le Veline che stanno in TV sperando di diventare come loro. Una società dove apparire è più importante di tutto il resto. Dove Andy Warhol si chiederà perchè ora tutti richiedano più di quel quarto d'ora di notorietà. Dove ragazzi di bello aspetto e con la stessa educazione e cultura di un puntaspilli o di una mantide religiosa, stanno chiusi dentro una casa o confinati su di un'isola a litigare per tutto.
Si! La società non è bella, ma non ci vuole un becero bestemmiatore per rendermene conto. Siamo bombardati dalle informazioni, donne e uomini perfetti e sorridenti in TV, radio e manifesti che quando ci piace una cosa nemmeno ci rendiamo conto che sono loro che ci hanno fatto il lavaggio del cervello per indurci a comprarla.
Ragazzini che mi vengono a dire che in Libia c'è la banda larga e in Italia ancora no ed è per questo che non c'è informazione e non si può fare la rivoluzione. Perchè del resto stiamo andando così bene che ci manca solo la guerra come in Libia. Dobbiamo cambiare l'Italia, sì! MA senza guerre, informandoci e non lamentandoci sulla banda larga. Infondo i partigiani come hanno fatto ad informare la popolazione di quello che facevano i nazifascisti? Loro non avevano la banda larga, eppure stampavano le notizie che sui giornali non venivano pubblicate e le divulgavano mettendo manifesti irregolari sui muri. Si potrebbe fare lo stesso invece di lanciare improperi contro tutti i governanti e non fare nulla per informare veramente il prossimo se, veramente, qua su internet si trova la verità su tutto.
Credo che, o almeno penso, forse è più esatto dire così, che i ragazzi di oggi siano alienati da internet nel bene e nel male. Come ho già detto siamo bombardati dalle notizie: guerre e immagini di guerre; bambini che muoiono di fame; malattie; morte e distruzione. Le immagini più crude le trovi qua, navigando e digitando la giusta parola chiave su Google.
Però, onestamente, indignarsi quando si vede questo e una volta spento il computer guardare un reality e parlare come se quello che succede fosse vero, quando si vede lontano un miglio che non lo è, oppure andare a criticare tutto quello che fanno gli altri dicendo solo una marea di cazzate, beh! I bambini dell'Uganda non gli aiuti certo così!
Perchè non vai in libreria e compri un libro di Gino Strada. Sarà anche poco, ma qualche cosa a Emergency va di sicuro. Iscrivity ad Amnesty. Vai agli incontri con le donne palestinesi che ti raccontano che muiono ad un check in perchè i soldati non le fanno passare quando hanno le doglie: non farai tanto per il mondo, ma parlando con una di queste donne per cui è un lusso poter andare all'università e tornare a casa illese, ti aprirà la mente. Guarda un sito per la sorriso terapia e un po' di quella rabbia falla diventare allegria per aiutare chi è malato.
Prima di parlare di quanto marcio c'è, prima di fare l'incazzato e rovinare la vita a tuoi figli pensa che forse non c'è età più magica di quella dell'infanzia e credere a Babbo Natale fino a che è possibile, conservare un po' di quella ingenuità che ci verrà tolta piano piano, non è un male. Abbiamo bisogno di un rifugio caldo nel quale imparare a stare in piedi da soli, cominciare a camminare ed entrare nella vita correndo, prima di incontrarci con la merda del mondo.
E credo che lo si impara stando tranquilli nel nucleo familiare, imparando a ridere e a vivere con i vicini e introducendo il più piccolo in un mondo imperfetto, educandolo nella giusta maniera affinchè le persone come lui e lui stesso, possano renderlo un po', non tanto almeno un po', migliore.
E scusatemi l'errore ^__^
Forse collegando il cervello e non credendoci i detentori del pensiero unico e giusto, attaccandoci alle cazzate per farsi notare o per sentirci fighi o superiori a qualcuno, le cose non cambieranno nel mondo, ma almeno potremo confrontarci senza litigare e non fare come quelli che si credono adulti e stanno nei palazzi del potere e fanno questo tutti i giorni, tutto il tempo.
E lasciate ai bambini il loro mondo. Non rendetegli la vita un inferno solo per il vostro modo fondamentalista di pensare.
Pace e amore a tutti, alla prossima...



Ridere non è solo contagioso, ma è anche la migliore medicina. (Patch Adams)