mercoledì 26 ottobre 2011

L'epoca del grottesco.

Gran Premio di Sepang: ennesima caduta di Marco Simoncelli, ma ha promesso che è l'ultima...

Non sto a ribattere sul cattivo gusto di una persona insensibile.
Non sto a ribattere sul fatto che alle volte non riusciamo a prendere seriamente le cose.
Nonciclopedia è l'antitesi di Wikipedia, famosissima enciclopedia online che raccoglie i dati di tutto il mondo. Nonciclopedia diciamo che li rielabora a modo suo.
Chiunque va su Nonciclopedia sa che quello che troverà potrebbe anche non piacerli. Si parla di un sarcasmo cinico, che tratta male tutto e tutti, irriverente sui cantanti, sui papi, sui libri, sui film, sulle canzoni, sugli attori, sulle cose e sugli eventi, storici, calcistici e così via.
Se entri su Nonciclopedia ti verrà sbattuto in faccia l'italiano medio messo a nudo e crudo, senza censure, senza patemi.
Nessuno si indigna se si dicono le cose per ridere estremizzando la realtà su Nonciclopedia. Chi lo fa deve solo chiudere il sito con la crocetta in alto a destra e pace. Questa è la libertà di espressione.
Quello di cui voglio parlare -marcando il fatto che non mi piacciano le battute sulla morte e ho trovato quella del Super Sic fuori luogo e inappropriata- io vado spesso su Nonciclopedia. E sulla parte del sito chiamata NonNotizie ho riso di gusto.
Chiunque va lì e digita le parole chiave Sarah Scazzi, Yara Gambirasio, Melania Rea avrà un quadro grottesco di quello che sono diventati i nostri mezzi di comunicazione. Da quando ognuno di questo fatti è accaduto, quasi tutti i telegiornali, programmi di approfondimento, talk show dove la prima gieffina rincoglionita e il più grande tronista montato dicono la loro, hanno preso il caso sotto la loro ala protettiva e lo hanno sviscerato fino allo sfinimento, facendo diventare star gli assassini stessi, mettendo sotto la stessa luce aguzzini e vittime.
Dopo un anno, infatti, se andiamo ad Avetrana, noteremo che Michele Misseri è una sorta di divo, che va in giro sorridente, cambiando costantemente versione, rinnegando quello che ha detto solo due giorni prima, proclamandosi innocente o colpevole a seconda dell'umore di quel giorno.
Dopo quasi un anno dalla sua scomparsa, Studio Aperto fa ancora servizi strappalacrime su Yara Gambirasio, pieni di retorica e di cattivo gusto.
Dopo pochi mesi dalla sua atroce morte, tutti continuano a cercare oggetti, luoghi in cui sono stati comprati, se è stato o no il marito ad ucciderla e che cosa ricorderà la bambina di appena due anni di quel terribile momento.
Dall'Arena di Massimo Gilletti, a Pomeriggio Cinque di Barbara D'Urso, a La Vita in Diretta con Mara Venier, da Quarto Grando, a Domenica Cinque passando in rassegna tutti i telegiornali nzionali o no, la fine atroce di tre ragazze giovanissime è stuprata all'inverosimile.
Perché dico questo? Ci siamo indignati su di una battuta. Benissimo. È giusto che lo si faccia. Era una battuta orribile e andava tolta. Ma come mai non ci indigniamo su questo?
Come mai non accettiamo un po' di umorismo nero, ma riusciamo a passare sopra il voyeurismo nero, che tiene incollata mezza Italia riguardo il fatto di una povera quattordicenne, uccisa da chi lei amava, da persone di cui si fidava, rendendolo non più un fatto di semplice cronaca nera, bensì una soap opera a puntate con rivelazioni shock, lettere scritte tra persone che abitano cento metri l'una dall'altra e turismo dell'orrore, ovvero le centinaia di persone che sono andata e vedere dove fosse morta la giovane e dove fosse seppellita. Non per dolore, badiamo bene. Solo per pura curiosità.
E lo stesso è successo anche alle altre due.
Perché sto facendo questo giro? Cosa c'entra questo con la morte di Marco Simoncelli?
Semplice. Appena morto, il Sic, è entrato in questo circolo vizioso. In alcune trasmissioni la scena della morte è stata mandata mille volte in diretta, promettendo che quella sarebbe stata l'ultima volta che l'avremo vista, salvo poi rimetterla ancora e ancora e ancora. Abbinandola a qualche immagine del Sic che sorrideva, che parlava, che scherzava. O all'immagine di Valentino Rossi che piange disperato, facendo illazioni e rendendole dichiarazioni ufficiali dello stesso su di un suo possibile ritiro.
La domanda è questa: e questa carovana di immagine, finta retorica, l'ennesimo atto di voyeurismo estremo e nero che ci tiene incollati ad una tv per cercare un po' di dolore in più.
In tutto questo, Vasco, avevi da dire la tua vero? Invece di scrivere canzoni, forse ti sei reso conto che non si più bravo come un tempo, ti metti a sparlare di un tuo collega -questo lo chiami buongusto per caso? a me non sembra- dicendo che è solo un bicchiere di talento in mezzo ad un mare di presunzione, entri ed esci da un ospedale dicendo di essere malato, salvo poi far smentire tutto dal portavoce, dal manager, dal portiere del tuo palazzo. E poi, quando non sai cosa fare, ti metti su internet a cantare Alba Chiara ed il video lo mandano su Rai Uno, al TG delle 20, dove la notizia della tua salute è molto più importante del fatto che in alcune zone dell'Africa non c'è più acqua perché non piove da un anno. Evviva la direzione di Minzolini.
Questo è di buongusto, vero Vasco?
E quando non hai nulla da fare... Toh! Scopri Nonciclopedia.
Ed è subito guerra.
Non ripeto quello che ho già scritto in alto. È anche ricordato che chi non ha senso dell'umorismo non deve leggere Nonciclopedia, ma a quanto pare, Vasco si è dimenticato di questo e ha querelato il sito satirico perché si è imbufalito. Il motivo di tanta rabbia? Ha trovato la pagina di Nonciclopedia che lo riguardava. Di nuovo la notizia su tutti i giornali e telegiornali -eccheppalle- e di nuovo messo da parte qualche fatto importante come che i nostri figli vanno o andranno a scuola in edifici non a norma o fatiscenti, dove nel migliore dei casi ci piove solo dentro, nel peggiore muoiono schiacciati da un tetto che gli crolla addosso.
E di questo, Vasco, non ti indigni?
Beh! Questa è pubblicità gratuita. Certo che non fa indignare.
Nel frattempo è morto Steve Jobs, genio moderno che ha consigliato a tutti noi giovani di essere affamati. Un uomo che ha cambiato il mondo e lo ha fatto tenere a tutti in tasca.
Tutti shoccati in Italia, abbiamo parlato del grande inventore, il pirata visionario, che amava sperimentare. Dopo poco, però, il funerale è stato fatto e ci siamo dimenticati di lui.
Naturale! È morto quasi subito Gheddafi.
Vasco??? Non è stato cattivo gusto quello di far vedere all'ora di pranzo le scene dell'imminente esecuzione di un uomo inerme? Non è stato grottesco mettere in prima serata le immagini di un corpo straziato, con i dettagli di fori di entrata e di uscita nel cranio dell'ex rais? Quello va bene, per caso? Nel nome dell'informazione dobbiamo calarci le braghe e accettare che i nostri bambini vedano queste cose?
Poi arriva la morte di Marco Simoncelli, la battuta che dovevano evitare quelli di Nonciclopedia e subito Vasco grida vendetta.
…………
Oggi Marco ci lascerà davvero. Oggi verranno fatti i funerali.
Ammettiamo però una cosa. Ci commuoviamo, siamo shoccati dalla morte di un ragazzo di 24 anni che, come ha anche ricordato la sua ragazza, amava il rischio e lo metteva in conto ad ogni gara quello che poteva succedere, poi, una volta celebrati i funerali, una volta raffreddato bene il corpo, tutti si dimenticheranno di lui. Almeno quelli che non lo hanno amato davvero.
E forse lui da lassù ride di tutto questo affetto e scuote il testone bonariamente. Avrà riso come un pazzo quando Valentina Vezzali, con la voce da gattino ferito lo ha ricordato nell'unica volta in cui si sono conosciuti, piazzando un pianto finto sicuramente di buon gusto. Quelli che non lo conoscevano nemmeno che hanno cominciato a postare link su FB in memoria di un campione di cui non conoscevano nemmeno il nome fino a qualche mese fa. Trasmissioni piene di immagini e di parole melense e retoriche.
Sic? Che ne pensi?
Non ce lo potrai mai dire. E questo mi fa arrabbiare. Perché c'è chi ti ricorderà per il fatto che quando ti intervistavano qualche volta hai detto una parolaccia -come me che ricordo ancora quando ti hanno intervistato a Rai Due e ti sei messo a ridere dopo averne detta una-, c'è chi ti ricorderà con un sorriso.
Qualcun altro, invece, dopo un mese o due ammetterà che non gli piacevi nemmeno e che tu non ci sia più non gli interessa. Perché a non tutti si può piacere.
Ma di questo nessuno si indignerà. Ç'est la vie.
A me indegna questo. Il circo mediatico italiano, Sic. Mi indigna che la gente faccia la pecora dietro qualcuno gridando orrore, quando poi nemmeno lo avrebbe saputo. Mi indigna che ora tu abbia il tuo riflettore puntato addosso e che forse, tra un mese, nessuno ne parlerà più. Mi indignano le frasi fatte e quelle che vogliono strappare un sorriso ma mi mettono tristezza e mi fanno anche un po' schifo. E mi indigna che si cerchi di ottenere un intervista dalla tua morosa, come la chiamavi tu, Kate, che è distrutta dal dolore.
Mi indigna che, come diceva Paolo Rossi in 'Niente Paura' gli italiani si indignano, si commuovono, poi spengono la tv e vanno a dormire.
Ecco cosa mi fa davvero schifo, Sic.
Ma tu non ti preoccupare. Tu rimarrai comunque semplicemente così. Un campione.
Fai buon viaggio. E poi riposa se vuoi.

Addio campione.
Marco Simoncelli. Super Sic.
20 Gennaio 1987- 23 Ottobre 2011.


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