lunedì 24 dicembre 2012

Merry Xmas and A Happy New Year... E che questo 2013 sia un po' diverso...

Come dice quella canzone della pubblicità? Anche quest'anno è già Natale.
Infatti... Eccoci qua. E citando sempre un'altra pubblicità, quella dell'IPhone5, sia già a quel periodo dell'anno.
Io amo il Natale. Quindi scordatevi un post di quelli che parlano di ipocrisia e di altro. Per me il Natale è famiglia e calore umano. E lo è davvero dato che io stesso, in un filmato fatto per promuovere un servizio telefonico atto ad ascoltare persone che sono sole per le feste, ho detto queste parole per definire il Natale. Cito testualmente: per me il Natale è FAMIGLIA CALORE FELICITA'...
E lo è davvero. Forse nella mia vita non sono stata tanto fortunata. Non mi vergogno a dire che sono figlia della seconda grande crisi italiana, quella dopo gli anni '80, quella di Tangentopoli, che ha messo spalle al muro milioni di famiglie. Non ho mai conosciuto l'opulenza. La mia famiglia è una dignitosa famiglia modesta, che per tanti anni non ha avuto un pacco sotto l'albero di Natale. Ed è questo che voglio insegnare ai miei bambini: che Natale è stare davvero tutti assieme, prima di scartare il regalo. Forse per questo io adoro la vigilia. Il 24 per me è più importante del 25 stesso. Per me Natale è oggi, anche se il mio Gesù Bambino nel Presepe ha ancora il cotone sopra. Amo stare seduti a tavola a ridere e a raccontare anedotti lontani che né io, né mio fratello ricordiamo.
Il Natale è quel profumo che si sente per le strade, quello dell'arrosto nelle case che si cominciano a riempire di voci, di risate, di litigate perchè si è sbagliata una mossa giocando a carte, dei numeri scanditi piano per i parenti più anziani.
Certo, alle volte si litiga anche davvero, ma c'è sempre qualcuno che poi mette pace dicendo appunto "Basta che oggi è Natale!".
Per me il Natale è questo.
Perchè nella mia sfortuna ho avuto anche la possibilità di avere una famiglia unica. Grande, ingombrante e casinista, che si riuniva per tre giorni (alle volte quattro) e faceva after di tombola, partite interminabili a pinella contornato tutto con un continuo via vai di persone di famiglia che venivano a fare visita dopo il pranzo.
Mi piace ricordare quei momenti, anche se da bambina mi lamentavo perchè preferivo rimanere a casa a giocare. Mi piace ricordarli perchè sono momenti che fanno parte di me, che hanno costruito questo amore per questa festa meravigliosa. Non posso dimenticare di certo che mia zia Maria, che da dodici anni non c'è più (e forse i miei Natali da allora sono un po' cambiati) ci invitava con un mese di anticipo e ci voleva tutti assieme. Forse era perchè era molto malata e non sapeva se il Natale dopo sarebbe stata ancora tra noi, ma lei amava davvero averci tutti assieme. E mi piace pensare che dentro di noi sia questa la cosa più bella che ci ha lasciato: il senso di famiglia.
Perchè si può litigare, dire cose cattive, fare le scelte sbagliate e dire le cose sbagliate, ma penso davvero che una famiglia, se è stata unita una volta lo sarà per sempre.
Certo! A questa festa fa più male vedere qualche sedia vuota. E quella sedia non sempre vuol dire qualcuno che se n'è andato e non tornerà più. Alle volte, quella sedia vuota significa anche che qualcuno, per un po' ha deciso di prendere una strada diversa dalla nostra, ma questo non vuol dire che non ci si potrà rivedere ancora, sorridere ancora, paralare di nuovo.
Certo! Non sono un'ipocrita. Ho creduto in Babbo Natale fino ai sei anni e lo aspettato fino ai dieci e la mattina di Natale, quando ti svegliavi e vedevi i pacchi che ti aspettavano, il cuore ti si riempiva di gioia. Svegliavo mio fratello e assieme, cercando di essere il più silenziosi possibile (senza riuscirci), aprivamo i pacchi e quando i miei genitori si svegliavano ci trovavano a giocare.
Ecco! Se mi chiedete cos'è il Natale adesso è il sorriso del figlio che avrò la mattina del 25 dicembre. La sua trepidante attesa la notte della Vigilia. Il preparare tutto e la bancata con tutti i parenti seduti attorno. L'albero che si accende e che si spegne e 'A Christmas Carol' in tv. Perchè tutti siamo un po' Scrooge durante l'anno, ma almeno a Natale, senza l'aiuto dei tre spiriti natalizi, diventiamo più buoni.
Buon Natale quindi. Ovunque voi siate. Che vi stiate riscaldando dentro un igloo, che siate sotto il sole cocente africano. Che siate in America, Australia, Cina, India e Giappone.
Buon Natale se state preparando il cenone. Buon Natale se state spiluccando qualche cosa dalla tavola e la mamma vi picchia la mano con il mestolo per punirvi. Buon Natale a chi racconta storie di Natale. Buon Natale a chi aiuta chi ha bisogno. E a chi ha letto questo post fino alla fine. Buon Natale alla mia famiglia, all'uomo che amo e alla sua famiglia.
E Buon Natale a me... Dopotutto me lo merito anche io un sereno Natale ^___^
AUGURI A TUTTI!!!
MERRY XMAS!!!

mercoledì 28 marzo 2012

Ma quanto vale davvero una donna?

Tutto il mondo è sotto shock per il suicidio della 16enne Amina Al Filali. La ragazzina si è tolta la vita sabato scorso, nella sua città, Larache, vicino a Tangeri, in Marocco. Si è uccisa dopo essere stata costretta, dalla famiglia, a sposare l'uomo che, un anno fa, l'aveva violentata. Presa dalla disperazione per dover vivere a fianco del ragazzo che le aveva lasciato una ferita indelebile nell'anima, la giovane ha ingerito del veleno per topi ed è morta, dopo una straziante agonia.
"Questa ragazza e' stata violentata due volte, l'ultima quando si e' sposata". Così Mustapha El Khelfi, portavoce del governo, ha commentato la tragedia.
Lo stupro, in Marocco, è considerato un semplice reato e spesso i responsabili delle violenze sessuali riescono ad evitare il carcere proprio all'ordinamento penale del paese. Così è successo per lo stupratore e marito di Amina che non ha scontato nemmeno un giorno di detenzione per l'abuso commesso e si è quindi potuto sposare con la sua vittima. La sconvolgente vicenda ha scatenato una grande mobilitazione in tutto il paese, soprattutto da parte delle associazioni in difesa dei diritti delle donne, ed il governo si è detto disposto a discutere dell'accaduto e la speranza è che possa prendere in condiderazione la possibilità di inasprire le pene per i reati a sfondo sessuale.


Francesca Fumagalli Italia Media srl.

(Fonte Imnews)



Sono mancata per un po', lo so.
sono stata piena di impegni e finalmente mi sono di nuovo innamorata. E ho anche ripreso a studiare.
Ma vista l'intestazione non è di questo che voglio parlare. Mentre giravo per il web, tra notizie su Jude Law che sta con Cameron Diaz e tra liti farsa tra interpreti sempre più mediocri e sempre più insulsi del Grande Fratello (Orwell si sta rigirando nella tomba, lo so), ho letto una mail che mi ha shoccata.
Amina Al Filali era una donna. O meglio, una ragazza. aveva sedici anni. E voglio immaginarmi che come nella canzone di Fabrizio De Andrè, Leggenda di Natale, anche lei fosse una bambina che giocava con i fiori in un età che non dovrebbe portare dolori.
Amina a sedici anni è stata violentata.
Il suo stupratore, che voglio definire un porco senza precedenti, ha deciso di evitare il processo sposandola, perchè in Marocco c'è una legge che permette questo e che nessuno al governo ha ancora cambiato.
Lei ha dovuto accettare. Ed è calata in un altro inferno.
Non so se potete solo immaginare cosa sia la paura per una donna. Non lo so e vi auguro di non provarlo mai. alle volte fa paura anche quando una persona ti chiama troppo e non ti lascia stare, anche se tu lo chiedi in tutte le maniere, arrivando persino a minacciare questa persona. Ma provate a immaginare questa paura amplificata all'ennesima potenza. L'idea di dormire accanto all'uomo che con la forza ti ha posseduta magari permettendogli ancora di farlo, coperti dal velo ipocrita di un matrimonio forzato, la sensazione di disgusto che poteva solo provare questa bambina di sedici anni toccando il corpo del suo stupratore, anche per sbaglio, in uno dei mille contatti della quotidianità fuori da un letto.
Un inferno appunto. Un inferno in cui l'unica via di fuga per la piccola Amina è stata la morte.
E Amina si è uccisa. Ha spezzato la sua vita distrutta di sua sponte, per lasciare un mondo che non solo non l'ha saputa difendere, ma l'ha regalata al Mostro che l'aveva uccisa nell'anima.
Ma non bisogna andare troppo lontano cari miei per parlare di ingiustizie sulle donne. Forse tutti avete guardato almeno una volta nella vita FORUM. Un tempo c'era una giudice che si chiamava Tina Lagostena Bassi. Bene! Questa donna ha speso la sua vita a difendere le donne che venivano violentate e il caso più famoso è sicuramente quello di 'Processo per uno stupro' che venne trasmesso in Rai nel 1979. La protagonista di tale scempio si chiamava Fiorella ed era stata violentata da quattro uomini per un intero pomeriggio.
La cosa più disgustosa è forse che gli avvocati dei quattro Mostri, stavolta, hanno attaccato la povera vittima, facendola diventare a sua volta carnefice, arrivando a parlare di un termine medioevale, usato spesso in questi casi: vis grata puellae... Gradita dalla fanciulla, tradotto in soldoni e quindi unito nel contesto, non poteva esserci violenza, dal momento che la ragazza c'era stata anche se la pudicizia l'aveva fatta vergognare di ciò che aveva fatto.
Altro caso eclatante, forse il più importante della storia della cronaca nera italiana, è quella del caso della Strage del Circeo, dove due donne vennero stuprate e picchiate a sangue -una di loro morirà- e chiuse dentro il bagagliaio di una macchina. Era il 1975.
Izzo, uno dei stupratori in carcere, nel 2004, dopo le bestialità compiute 29 anni prima , viene messo in semi libertà. Ucciderà di nuovo, una mamma e una bambina di quattordici anni, soffocandole e seppellendole.
Questo fatto mi lega alla domanda del titolo: quanto valgono le donne?
Quanto vale la dignita di una donna? Dobbiamo forse ricordarci che negli anni Sessanta vigeva una legge che diceva che un uomo, anche da noi in Italia, poteva sposare una donna che aveva violentato?
Dobbiamo parlare di Franca Rame, violentata da un gruppo di fascisti solo perchè non aveva le loro stesse idee e stava infastidendo questi mostri con i suoi spettacoli?
Dobbiamo dire che nel 1997 la legge contro lo tupro non c'era e che lo stupro stesso era considerato un oktraggio al pudore? Solo quindici anni fa!
E vogliamo parlare delle donne che non vengono protette abbastanza dai loro stalker? Nonostante una legge che permette che uno stalker possa venire arrestato, troppe donne muiono per amori malati.
E le donne che subiscono violenze domestiche, che negano i lividi?
E lo Stato che ci ha messe da parte e che non ci permette di lavorare perchè future o già mamme.
E le donne che devono chinarsi al potente e sentirsi dire di essere bugiarde se un politico le violenta, le maltratta, le molesta.
E poi ci sono le donne che vengono rapite...
Quelle che non si sa che fine abbiano fatto. Quelle donne di cui deve parlare Geppy Cucciari a San Remo e Fiorello su Twitter per farle ricordare.
Parlo di Rossella Urru, cooperante sarda rapita da AlQaida nel Ottobre 2011.
Possibile che solo ora che la TV ne ha parlato, solo dopo che Fiorello ha chiesto la sua liberazione su Internet, tutti i politici stanno facendo a gara per mettere striscioni che inneggiano alla liberazione di Rossella.
Forse è questo il peso delle donne. L'ipocrisia del momento, quando tutti gridano all'orrore o si asciugano le lacrime. Quando esponiamo uno striscione con una foto.
Ma forse nemmeno noi donne ci sappiamo difendere. E quando ci proviamo veniamo tentate dalla politica.
Io lascio questo blog... Il latte si è raffreddato.
Lo berrò lo stesso.
Nel frattempo...
Buongiorno mondo...